Intervista a Victoria Venturi

“La vie en rose”. È la frase che meglio esprime il profilo di Victoria. Di discendenza sefardita askenazita con papà italiano e mamma polacca, fin da piccola ha viaggiato molto. Adesso vive parte dell’anno in Francia e parte in Italia dove frequenta la scuola con ottimi voti. Nella quotidianità familiare le sembra di convivere nella celebre Torre di Babele, infatti in famiglia oltre all’italiano e al francese, il papà parla ebraico, la mamma polacco, mentre lei a scuola studia inglese e spagnolo!
Come modella kids e teen lavora e collabora con brand internazionali di tutto il mondo. Uno dei ricordi più belli è sicuramente stato lo shooting per un brand indiano in cima a un ghiacciaio svizzero ad oltre 3000 metri di quota. Il suo desiderio è di prendere parte, come attrice, alla produzione di un film e per questo nel tempo libero studia recitazione.


Per la prima volta inviata speciale alla Paris Fashion Week. L’immaginazione ha superato la realtà o viceversa?

Questa è una domanda che mi ha fatto riflettere molto! Penso che alla Paris FW l’immaginazione sia l’ingrediente segreto che rende la realtà ancora più affascinante. Ogni sfilata è una sorta di viaggio in cui la creatività dei designer trasforma l’ordinario in straordinario creando abiti che sembrano usciti da un altro mondo. La Paris FW è un perfetto mix tra sogno e concretezza.

Sei e sei stata una modella kids molto affermata nel mondo, preferisci stare dietro o davanti la macchina fotografica?

Mi piace stare davanti alla macchina fotografica, ma quello che trovo ancora più speciale è condividere questa esperienza con altre modelle. Durante le sessioni, si crea un’atmosfera unica, fatta di collaborazione e scambio, e spesso si stringono amicizie che durano nel tempo. Inoltre, adoro indossare outfit sempre diversi, con stili differenti e scoprire nuove location per ogni shooting. Ogni volta è un’esperienza nuova e stimolante.

 

Tu che sei una teenagers cosa consiglieresti ai designer per creare un ponte generazionale con i gusti dei tuoi coetanei?

Se dovessi dare un consiglio in merito a tutto ciò direi che non sarebbe necessario cambiare nulla in effetti. Purtroppo, noi teenager non siamo un buon esempio di originalità nel mondo della moda, spesso influenzati dai social media e tendiamo a indossare capi molto simili tra di noi. Il vero cambiamento, secondo me, dovrebbe venire da noi: dobbiamo essere noi a “attraversare il ponte”, esplorando diversi stili, colori e tendenze per costruire un nostro stile personale. È importante non limitarsi a copiare ciò che vediamo sui social, ma aprirci a nuove possibilità e scoprire cosa ci rappresenta veramente.

Le forme minimali ed essenziali dei direttori creativi dell’est che hai incontrato, rappresentano una la necessità di fare pulizia delle “mode” degli ultimi decenni?

Ho avuto la possibilità di incontrare alcuni designer asiatici e, come molti, siamo sempre più affascinati dalla cultura e dalla moda coreana e giapponese. Il minimalismo, infatti, sta diventando sempre più popolare nel mondo della moda. Questo credo che rispecchi un nostro bisogno, probabilmente legato al fatto che siamo continuamente stimolati dal mondo digitale e tecnologico. In un’epoca così piena di informazioni e di velocità, forse cerchiamo nella semplicità una forma di equilibrio e di tranquillità, un modo per “staccare” dal caos quotidiano.

 

Cosa porti con te della tua esperienza parigina?

Durante la mia esperienza alla Paris FW, ho avuto l’opportunità di osservare una varietà incredibile di stili e tendenze. Le persone si vestono in modo così diverso, ma sempre con un senso unico di eleganza e personalità, che rende ogni angolo della città una passerella.
Questa esperienza, poi, non è stata solo un sogno che si è realizzato, ma anche una grande responsabilità. Condividere ogni momento attraverso i contenuti su Instagram mi ha spinto a farlo con la massima professionalità, cercando di trasmettere non solo ciò che ho vissuto, ma anche l’emozione di un evento così esclusivo.

 

NdR: Victoria ha seguito la Parigi Fashion Week per zoemagazine.net , testata di proprietà del gruppo editoriale ALBAMEDIA di cui fa parte anche Oplà magazine

 

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